domenica 20 giugno 2010

Emile Zola - L'opera [1886]


Il dramma del protagonista, il pittore Claude Lantier, è quello - scrive Lanfranco Binni nell'introduzione - "del rapporto con il proprio lavoro, con la durezza della materia; è lo stesso dramma del lavoro-passione e del lavoro-fatica che Zola medesimo prova quotidianamente. "L'opera" infatti non è un romanzo autobiografico soltanto per l'ambiente che accuratamente descrive, l'ambiente più direttamente conosciuto da Zola; è un romanzo autobiografico soprattutto perché testimonia l'atteggiamento dello stesso Zola nei confronti del proprio lavoro letterario, ed è proprio per questa ragione un romanzo di centrale importanza per conoscere la sua concezione del mondo e la sua poetica".

L'opera (I grandi libri)

lunedì 14 giugno 2010

Nuova arte per nuove identità

Nella sociologia, nelle scienze etnoantropologiche e sociali, il concetto di identità assume una duplice modalità: da un lato, esso contempla il modo con cui l’individuo considera e costruisce se stesso come membro di un determinato gruppo sociale (es. Nazione, etnia, genere, ecc…), dall’altro, si concretizza nel modo in cui questi gruppi consentono al singolo individuo di collocarsi e di relazionarsi con essi. E’ chiaro perciò che per la formazione di ogni identità non si può prescindere dal confronto con due componenti fondamentali: l’identificazione tra il soggetto e le figure con le quali esso condivide alcuni caratteri che producono senso di appartenenza; l’individuazione, cioè l’emersione di caratteristiche in questo soggetto che lo differiscono sia dagli elementi del gruppo a cui appartiene sia dagli elementi degli altri gruppi. Su tale dicotomia si innesta anche il concetto di identità multipla, ovvero la posizione autodeterminata o meno che questo soggetto assume all’interno della rete di relazioni e percezioni presenti nel gruppo sociale. Ma nell’epoca della post-modernità, come già affermava Z. Bauman, questa identità personale sta lentamente perdendo alcuni punti di riferimento, quali la cultura, la religione e l’etnia che sono essenziali per i rapporti tra l’Io del soggetto e il gruppo con il quale esso si relaziona, dando così vita ad uno stato fluido e mutevole dell’identità. Oltre a queste situazioni presenti nella società contemporanea, gli studiosi E. Reid, A. Bruckman e S. Turkle affermano poi che l’avvento dell’informazione in rete potrebbe far perdere al soggetto la propria corporeità e concretezza, dandogli la possibilità di sperimentare liberamente e senza freni con la propria identità che diverrebbe oltre che fluida anche multipla ed alternativa acquisendo di conseguenza la possibilità di servirsi di risorse simboliche, se non false, per interagire con gli altri. Il quadro che si delinea sembra perciò mostrarci un periodo storico nel quale il soggetto si caratterizza per la sua non-identità personale, teso però al raggiungimento di una compiutezza personale, che molto probabilmente mai raggiungerà, e fortemente caratterizzato dal variare del ruolo e della posizione che esso intende assumere all’interno del contesto della rete di relazioni. Va altresì aggiunto che tale nuova posizione assunta dal soggetto modifica il concetto di identità anche sul piano filosofico: esso non è più entità definibile e perciò riconoscibile in quanto detentore di qualità che concretamente lo distinguono dagli altri enti ed in grado di costruire relazioni stabili e durature con questi. Sulla scia di queste evoluzioni che coinvolgono l’uomo odierno, è chiaro che anche l’idea di Arte, in quanto suo specchio, ha subito in tutte le sue manifestazioni dei mutamenti spesso negativi. Infatti l’Arte oggi sembra abbia perso quel ruolo positivo di atto creativo dell’essere umano basato su un processo intellettuale, gestuale e tecnico, acquisito sia teoricamente sia attraverso l’esperienza, capace di essere testimonianza sensibile dell’uomo d’ogni tempo, tanto da apparire fossilizzata nel sicuro passato o nel muto realismo o nell’estetismo ridondante o nel banale eclettismo o nella mistificatoria propaganda o nell’occasionale gestualità o, in fine, nel solo investimento economico. La possibilità che l’Arte possa riassumere quel ruolo, che Le è proprio, di forza chiarificatrice dell’identità dell’uomo contemporaneo, non si realizza con il rifugiarsi nel laconico lamento estemporaneo declamato della propria torre eburnea, ma con l’agire artistico stesso. Quest’ultimo deve riacquistare quegli aspetti che gli erano, e sono, sostanziali: la genuina volontà di raggiungere in modo conscio ed autonomo degli scopi e la necessità che tali obiettivi si rivestano di valori sensibili. Solo così si può ottenere una dimensione dell’Arte pregna sul piano culturale, utile, dal forte valore educativo ed analitico e in grado di narrare e descrivere il tempo nel quale essa vive ed opera e perciò in grado, anche servendosi dei mezzi contemporanei, di testimoniare il mondo d’oggi e di ridare chiarezza consapevole al concetto di identità. Solo conoscendo in modo cosciente e chiaro, ed essendo sicuri di se stessi e dei molteplici stati che possiamo assumere, si può costruire una propria identità atta all’interazione con gli altri enti e perciò capace di dare vita a nuove relazioni stabili in grado di soddisfare sia il proprio senso di appartenenza sia la voglia di condivisione. Le operatività e gli ideali che l’Arte ha a disposizione per far sì che questo avvenga, partono da due cardini: una progettazione sapiente e consapevole ed un nuovo concetto degli elementi base che la compongono. Per progettualità si intende il dar vita ad un costrutto artistico complesso seguendo un programma ben definito, libero, anche nelle azioni più estreme, dal pressappochismo e dall’occasionalità, guidato nell’esecuzione tecnica e nella scelta dei materiali, monitorabile nelle fasi di costruzione e riconducibile ad un atto creativo mai banale, ma necessario e soprattutto sensibile. Invece per elementi base si intendono una elucubrata applicabilità a partire dalle “cose” semplici che strutturano l’opera, quali la forma e la materia che, come affermato nel “sinolo” aristotelico, danno vita all’ente e dal quale deriva l’essenza. Per realizzare tutto ciò, serve una diversa, e forse nuova, figura d’artista: egli deve, come prima istanza, ritornare ad essere intellettuale e non più paradigma di una società muta e deve riuscire, come secondo passo, a captare, attraverso il suo sentire interiore e le più svariare modalità e i molteplici risultati, a creare nuove idee, immagini e forme che siano di contributo alla riqualificazione dei perduti valori che compongono l’identità dell’uomo contemporaneo, per fare in modo che quest’ultimo grazie all’arte possieda una guida per fare ordine all’interno del suo vivere.
Siro Perin

mercoledì 2 giugno 2010

A. Fogazzaro - Piccolo mondo antico [1895]


Il romanzo più conosciuto di Antonio Fogazzaro, si apre sul lago di Lugano. Il lago è il testimone della storia d'amore fra Luisa e Franco, un amore difficile a causa delle differenze sociali. Attorno ai due personaggi ruotano tutte le altre figure come la marchesa nonna di Franco, che si oppone all'unione fra i due, il professor Gilardoni, e altri personaggi di un mondo di provincia nell'Italia risorgimentale. Fra i temi del romanzo: la diversita fra Luisa e Franco, la crisi del loro rapporto che finisce in un dissidio di natura religiosa, la contesa sul testamento, le vicende di natura patriottica.

Piccolo mondo antico. Ediz. integrale (Grandi tascabili economici)

venerdì 28 maggio 2010

iCapaso

Oggi mi sono regalato un oggettino davvero interessante...

lunedì 24 maggio 2010

Visual Studio 2010 Express


Oggi ho installato e registrato una nuova versione di Visual Studio per sviluppare qualche applicazioncina per il mio pc. Era da molto tempo che non valutavo una nuova versione di questa suite, essendo particolarmente affezionato alla versione 6 di qualche anno fa. Ho avuto modo inoltre di apprezzare una bella novità: Microsoft ha introdotto le versioni Express completamente funzionanti, scaricabili e gratuite, basta effettuare una registrazione nel sito di MDSN ed ottenere il codice di registrazione. Si può scaricare il tutto dal sito Microsoft: http://www.microsoft.com/express/Windows/

domenica 16 maggio 2010

Paper Model - Flipper [Pinball]

Quello che segue è il mio ultimo delirio cartaceo: un bel flipper, o pinball. Il modellino è davvero molto piccolo, circa 10 cm di altezza,  ma ricco di dettagli, come il vetro in acetato e la rampa per la pallina. Ricordo che molti anni fa ne possedevo un bell'esemplare in garage, realizzato interamente con componenti elettromeccanici (relè, interruttori, ecc.) e per giocare una partita era sufficiente introdurre nella gettoniera una rondella di metallo.






venerdì 14 maggio 2010

Paper Model - World Trade Center

Su richiesta di un mio caro amico ho realizzato un bel modellino di uno dei simboli di New York prima del tragico 11 settembre 2001: il World Trade Center, costruito nel 1973. Il modello originale ritrae tutte le 7 torri che costituivano il complesso in scala 1:4000, ma considerando che è stato stampato su fogli A3 la scala effettiva diventa quindi 1:2000 e la sua altezza risulta essere di circa 20cm. Devo dire che il disegno è veramente ben curato e dettagliato, anche se contiene dei particolari che presentano qualche difficoltà se realizzati nel formato originale. E' liberamente scaricabile al link seguente:
http://www.buildyourownnewyork.com/WTC2002.pdf






domenica 9 maggio 2010

Paper Model - R2-D2 (C1-P8) Astrodroide [Star Wars]

Posto con soddisfazione alcune foto di un lavoretto molto semplice, ma al tempo stesso di grande effetto: la replica cartacea di uno dei robot più famosi della storia del cinema: l'astrodroide R2-D2 della saga Star Wars. In Italia questo droide era apparso sugli schermi con il nome di C1-P8, ma negli episodi successivi ha ripreso la sua denominazione originale. Il modellino è completamente snodabile e può essere disposto con le due sole gambe/braccia principali oppure con il terzo piede/ruota nella configurazione in movimento. E' ottenuto da tre fogli A4 e risulta alto circa 15cm. Si può liberamente scaricare al link seguente:
Molte informazioni su questo robottino sono reperibili come al solito su Wikipedia:








Luigi Voltolina

“Figura, contaminazione ed innovazione”. Queste sono le parole con cui il Maestro Luigi Voltolina definisce la sua concezione artistica, sviluppata lungo tutta la sua intensa e coinvolgente attività, la quale è stata anche costellata da positivi riscontri internazionali. Siano lavori di pittura, scultura o grafica, tutti evidenziano questo trinomio, che, a buon diritto, si può definire aulico. La figura umana, da sempre al centro dell’accademismo, si smaterializza, perde la propria consistenza classica e la propria gravità naturale per trasformarsi in forma essenziale: essa pertanto è espressa da irrequieti graffiti in movimento. Questi segni assurgono a simboli del mondo moderno fatto di caotica frenesia, velocità ed accelerazioni continue, dove l’uomo ci appare come un essenziale incrocio di linee percorso e mosso da una vibrante scarica elettrica. Il pigmento intenso ed accattivante, dai toni accesi e carichi, estremizza questa nuove forme e talvolta travalica il cromatismo, apparendoci come colpi di luce bianca e monocroma. Ad un primo colpo d’occhio, sembra di vedere fusi insieme elementi futuristici ed espressionistici; in realtà l’artista va oltre: egli coglie le istanze culturali a 360 gradi fondendole con il proprio io, in modo da creare una pittura aperta a molteplici influenze e contaminata da altre manifestazioni artistiche del genere umano (come ad esempio la musica); la tela dunque diventa un ricettacolo di sperimentalismi, idee e influssi culturali di vario genere. Nasce così un’opera lontana dall’ingessato classicismo e dalle tendenze artistiche eclettiche del momento, così da risultare rigenerata, capace di cogliere l’attimo della nostra attualità, e proiettata con slancio vitale anche verso il futuro, in modo tale che l’uomo moderno ci si possa identificare e riconoscere. Nella scultura tale euresi e tali percorsi acquistano una tridimensionalità plastica che catapulta nella dinamicità contemporanea l’essere umano, accompagnandolo con elementi propri di questa modernità: ecco apparire figure antropomorfe che camminano velocemente con la loro valigetta ventiquattrore, come fossero veri uomini d’affari visti camminare per le strade di una movimentata New York. Concludendo, Voltolina usa la sua arte per captare gli impulsi del tempo e dello spazio che lo circondano,in modo da tradurli in una testimonianza storica del mondo odierno, ma riuscendo anche a far intravedere le direttrici principali dell’arte che verrà.
Siro Perin

sabato 8 maggio 2010

Paper Model - Motoscafo offshore

In un'oretta di lavoro ho realizzato questo simpatico modellino di motoscafo offshore, ricavato da un solo foglio di carta A4. Una volta terminato, il modello risulta lungo circa 14cm ed è scaricabile qui.