Visualizzazione post con etichetta Skifo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Skifo. Mostra tutti i post

sabato 8 novembre 2014

Il silenzio dei miei studenti che non sanno più ragionare - M. Lodoli [2002]

A me sembra che sia in corso un genocidio di cui pochi si stanno rendendo conto. A essere massacrate sono le intelligenze degli adolescenti, il bene più prezioso che ogni società che vuole distendersi verso il futuro. [...] La mia non è una sparata moralistica di chi rimpiange i bei tempi in cui i ragazzi leggevano tanti libri e facevano tanta politica. Io sto notando qualcosa di molto più grave, e cioè che gli adolescenti non capiscono più niente. I processi intellettivi più semplici, un'elementare operazione matematica, la comprensione di una favoletta, ma anche il resoconto di un pomeriggio passato con gli amici o della trama di un film sono diventati compiti sovrumani, di fronte ai quali gli adolescenti rimangono a bocca aperta, in silenzio. [...]
In ogni classe ci sono almeno due o tre studenti che hanno bisogno di insegnanti di sostegno, non per qualche handicap fisico o qualche grave disturbo mentale. Semplicemente non capiscono niente, non riescono a connettere i dati più elementari, a stabilire dei nessi anche minimi tra i fatti che accadono davanti a loro, che accadono a loro stessi. Sono appena più inebetiti degli altri, come se li precedessero di qualche metro appena nel cammino verso il nulla. Loro vengono considerati ragazzi in difficoltà, ma i compagni di banco, quelli della fila davanti o dietro, stanno quasi nelle stesse condizioni. [...] Non riescono a ragionare su nessun argomento perché qualcosa nella testa si è sfasciato. Vi prego di credermi, non sono un apocalittico, sono semplicemente un testimone quotidiano di una tragedia immensa.

M. Lodoli "il silenzio dei miei studenti che non sanno più ragionare" - La Repubblica 4/10/2002

domenica 20 dicembre 2009

Sono un pubblicitario...

Sono un pubblicitario: ebbene sì, inquino l'universo. Io sono quello che vi vende tutta quella merda. Quello che vi fa sognare cose che non avrete mai. Io vi drogo di novità, e il vantaggio della novità e che non resta mai nuova. C'è sempre una novità più nuova che fa invecchiare la precedente. Farvi sbavare è la mia missione. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità perché la gente felice non consuma.


sabato 17 maggio 2008

Saluti dalla Norvegia...


In questo blog non è presente (volutamente) nessun riferimento o discussione di carattere politico, ma ho comunque deciso di pubblicare (con il permesso dell'Autrice) una lettera inviata ad una mia amica da una sua conoscente norvegese, scritta subito dopo l'uscita dei risultati elettorali italiani. Mi pare molto significativa e trasmette in modo semplice ed efficace quello che i Norvegesi percepiscono dell'Italia . Ovviamente è in inglese, e se non lo sapete fatevela tradurre da Google.

I heard on the news that Berlusconi won the election.
What we hear about him in the media here is that he is the richest manin Italy and that he owns the biggest TV stations, lots of publishing houses and medias, and that he actually controls the information inthis way.
And that he is in the politics basicly to save himself from accusations of involvement with the mafia and other types of financial crimes.
They tell in the medias here in Norway that Italy is a country in financial crises, and with problems for young people for getting jobs, income which makes it hard to become economic independent of your family.
And that birth rates are the lowest in the western world.
I feel sorry for you about this situation for your country. What kind of people are the those who vote for Berlusconi?
And I'm very sorry for that this might affect your future job possibilities!! It ceratinly doesn't look good for the younger generations!

Supportive hugs from
K.

Ottimo...

domenica 2 dicembre 2007

Numeretti...


È difficile calcolare esattamente il numero dei morti, in parte a causa degli insormontabili ostacoli che il governo sudanese innalza contro i giornalisti per cercare di nascondere il conflitto. Nel settembre 2004 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) valutò che fossero morte 50.000 persone in Darfur dall'inizio del conflitto, in un periodo cioè di 18 mesi, la maggior parte delle quali per fame.
Un aggiornamento del mese successivo relativo al periodo marzo – ottobre 2004 parla di 70.000 morti in 6 mesi per fame e malattie. Questi dati sono stati criticati, in quanto considerano solamente un breve periodo e non includono tra le cause la morte violenta. Un rapporto più recente del Parlamento britannico ha valutato che siano morte più di 300.000 persone ed altri hanno fatto stime anche superiori.
Nel marzo 2005 il Coordinatore per il Soccorso d'emergenza dell'ONU, Jan Egeland, valutò che 10.000 persone morissero ogni mese, escludendo le morti dovute alla violenza etnica. Si ritiene che nello stesso periodo due milioni di persone abbiano dovuto abbandonare le proprie case, la maggior parte di esse in cerca di rifugio nei campi profughi delle città più grandi del Darfur. Duecentomila sono fuggite nel vicino Ciad.
In un rapporto dell'aprile 2005, l'analisi statistica maggiormente esauriente fino a quel momento, la Coalizione per la Giustizia Internazionale ha stimato che in Darfur siano morte 400.000 persone dall'inizio del conflitto, un dato che viene oggi ampiamente usato dai gruppi impegnati sul fronte dei diritti umani ed umanitari. Il 28 aprile 2006 il Dottor Eric Reeves ha dichiarato che "i dati esistenti, in aggregato, suggeriscono chiaramente che l'eccesso totale delle morti in Darfur, durante più di tre anni di conflitto mortale, supera ora i 450.000 morti", ma ciò non è stato verificato da fonti indipendenti.
Un articolo del 1 febbraio 2007 dello UN News Service ha dichiarato che "in Darfur, più di 200.000 persone sono state uccise e almeno altri 2 milioni hanno dovuto abbandonare le proprie case ". Inoltre "circa 4 milioni di persone dipendono da un aiuto esterno". Questi sono adesso i dati ufficiali delle Nazioni Unite. Il 31 luglio 2007 le stesse Nazioni Unite hanno approvato una risoluzione che prevede l'impiego nella regione di 26.000 soldati quale forza di interposizione pacifica.
L'accordo è stato raggiunto per l'impegno del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, guidato da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, nonostante le resistenze del governo centrale sudanese. Significativo è stato il sostegno alle posizioni occidentali da parte della Cina, maggiore partner commerciale del Sudan.

Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Conflitto_del_Darfur

Alcuni links a riguardo:
http://www.savetherabbit.net/darfur
http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1782
http://www.senato.it/notizie/136525/136526/139567/genpagina.htm