martedì 31 luglio 2012

A. Huxley - Ritorno al mondo nuovo [1959]


Nel 1932, mentre il mondo era ancora alle prese con la crisi economica che aveva investito America ed Europa e le dittature politiche si venivano progressivamente affermando, Aldous Huxley pubblica Il mondo nuovo, pietra miliare della letteratura avveni ristica. In questo romanzo fantastico-satirico si prefigura e ipotizza una società il cui volto è mutato dalla scienza: una società pianificata in nome del razionalismo produttivistico, nemica di ogni «sovvertimento dell'Ordine e della Stabilità», sessualmente e biologicamente rafforzata e ristrutturata, votata all'assoluta Perfezione. Ogni emozione, ogni sentimento vi sono banditi, e gli uomini, ridotti a robot, vivono in chiave di utopia un benessere che li fa schiavi del progresso. Ventisette anni dopo, nel 1959, nel saggio-commento «Ritorno al mondo nuovo», Huxley riesamina le profetiche tesi del 1932 alla luce degli avvenimenti susseguitisi in quegli anni notando come molte delle invenzioni avveniristiche, presentate allora con mordace ironia, non siano più lontane dalla realtà, e come le organizzazioni nelle quali si assomma il potere stiano manipolando scientificamente i pensieri e i sentimenti degli uomini, tentando di trasformare gli esseri umani in automi. Un documento impressionante e insieme un monito e una sfida all'uomo perché difenda le proprie libertà.

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