domenica 9 gennaio 2011

A. Camilleri - La voce del violino [1997]


"Il commissario invece era di Catania, di nome faceva Salvo Montalbano, e quando voleva capire una cosa, la capiva." Questo "capire" di montalbano, essendo fondamentalmente una immersione ambientale, un annusare, un soppesare a occhio, e' distante dallo "spiegare" deduttivo dei segugi di impostazione scientifica. Ma non collima neppure col simpatetico "comprendere" dei detectives piu' filantropi: anzi per il commissario di Vigata - celebre per il laconico sarcasmo - identificare la molla che fa scattare l'assssinio costituisce "la parte peggiore" della ricostruzione poliziesa. "La considero la parte peggiore perche' devo abbandonare i fatti concreti e inoltrarmi nella mente di un uomo, in quello che pensa. Un romanziere avrebbe la strada facilitata, ma io sono solo semplicemente un lettore di quelli che credo buoni libri". E di comprensione per chi ammazza non se ne parla nemmeno. La voce del violino e' la storia di una giovane donna assassinata, di un grande artista che vive da eremita e d'altro ancora. Soprattutto, e' una storia di scambi: e Montalbano - delle cui vicende private rimaste in sospeso ne Il ladro di merendine seguiamo lo svolgersi - dovra' decidere se scambiare la propria esistenza per una nuova.

La voce del violino (La memoria)

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