sabato 28 novembre 2009

Benito Perez Galdos - Tristana [1892]


Le opere di Galdós si pongono al crocevia fra la letteratura ottocentesca e le più moderne anticipazioni del Novecento. In questa chiave può essere letta anche "Tristana", storia della velleità inconsapevole di un orfana, che insegue successi e amori da favola e disinvoltamente colleziona mediocri riuscite e squallide relazioni. Femminista ante-litteram e inetta segnata da deliri di grandezza: l'autore riesce a conciliare questi estremi, costruendo un personaggio controverso e problematico, dalla fisionomia tanto sfumata quanto attuale.

Tristana (I grandi libri)

domenica 22 novembre 2009

Camillo Boito - Senso


«Forte, bello, perverso, vile, mi piacque.» Con queste parole la contessa Livia Serpieri qualifica la natura della sua morbosa passione per il tenente Ruz. Ha inizio una travolgente vicenda sentimentale, che farà vivere alla protagonista di questo racconto l’adulterio, ma anche una cocentissima delusione e la più spietata delle vendette. Con Senso, Boito ci offre la chiave d’accesso a una stanza tormentata dal desiderio bruciante e da un’appassionata torbidezza. Un cuore femminile ricco di frenetici entusiasmi e splendida abiezione, disegnato attraverso una prosa, che, per converso, spicca per la sua limpida eleganza. L’amore e la morte, il soprannaturale e il mistero, la passione fino alle estreme conseguenze: ecco tutti gli ingredienti cari alla “Scapigliatura”, con i quali Camillo Boito costruì le sue storie. Presidente dell’Accademia di Brera, fu uomo dedito a molti impegni, oltre che al mestiere della scrittura, ma lasciò una traccia importante nella letteratura di fine ottocento, creando uno dei più travolgenti antieroi femminili, Livia, la bellissima contessa, appassionata e vendicativa, che incantò anche Luchino Visconti.

Senso e altre novelle (Classici italiani Otto-Novecento)

domenica 15 novembre 2009

Maurizio Perozzi

Pittore e scultore, Perozzi ha fatto dell’analisi della società contemporanea il cardine essenziale della sua filosofia artistica. L’arte diventa un tramite per l’esplicazione analitica, che talvolta sfocia nella denuncia, delle incongruenze morali tipiche della nostra contemporaneità. Ecco quindi che emergono tematiche quali il consumismo, l’inquinamento, la mancanza di valori, che trasformano le opere di Perozzi in testimonianze della realtà contemporanea, costringendo alla riflessione il pubblico che osserva ed allo stesso tempo allontanandosi dalla rappresentazione estetica fine a se stessa. Parlando delle sue sculture, vediamo come grandi colature a forma di blocchi, fatte di plastica ma simili al bronzo, manifestano il malessere della nostrà società la quale ha eletto a bene supremo proprio la plastica, senza tenere conto dei danni che ne conseguono al suo uso. Le sue plastiche sono perciò grovigli materici e reali che denunciano le schizofrenie dell’uomo di oggi. Nella pittura, l’artista esprime questi stessi concetti attraverso l’uso di altre tecniche e di altri materiali: la foglia d’oro, caratteri di scrittura, ritagli di giornale e concrezioni di oggetti; il sovrapporsi di tutte queste esecuzioni artistiche crea singolari pittosculture, che manifestano la sua accusa, e talvolta la sua rabbia, per le storture del mondo odierno che, inerme ed incosciente, sembra dirigersi verso l’autodistruzione. È già a partire dal titolo che lo spettatore viene guidato nella lettura delle opere di Perozzi, addentrandosi all’interno ed indagando il dipinto per trarre le debite considerazioni, come si evince in “Omaggio della Biennale” in cui emerge il tema del consumismo deviato.

Siro Perin
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