sabato 22 novembre 2008

H.P. Lovecraft - I miti di Cthulhu


Questo volumetto in particolare raccoglie alcuni racconti scritti tra il 1917 e il 1935, selezionati dai curatori Gianni Pilo e Sebastiano Fusco perché particolarmente rappresentativi dell'evoluzione del ciclo lovecraftiano. Vediamo infatti come il concetto dei Miti parta dalla raffigurazione di mostri derivanti da una distorta mitologia tradizionale per formare via via un pantheon sempre più definito di orrori cosmici e ultra dimensionali, che racchiude la storia lunga milioni di anni di intere civiltà pregresse a quella dell'uomo. Molte storie si ambientano nella terra natale dello scrittore, il New England, e in particolare nella cittadina immaginaria di Arkham, ma dietro la facciata di apparente normalità delle colline e delle ridenti cittadine di provincia si nascondono gli echi dei Grandi Antichi, creature senza tempo al servizio di divinità blasfeme. In generale l'atmosfera che si respira nei numerosissimi racconti del Ciclo di Cthulhu è quella di una realtà popolata da entità di infinito potere e terribile malignità che attendono oltre la soglia della conoscienza e della percezione umana. L'orrore si sviluppa dal contatto con esseri completamente alieni alla concezione umana, la cui stessa natura spesso è quella di annientare l'uomo. Nei racconti del Solitario di Providence (così viene soprannominato l'autore, in riferimento al suo luogo natale) la sola consapevolezza dell'esistenza di questi dei, antichi più della Terra, può portare alla pazzia Chi entra in contatto con gli orrori legati a questi Miti, se anche per qualche fortuito caso sopravvive, verrà perseguitato per tutta la vita da orribili visioni e ricordi delle sue terrificanti esperienze.

I miti di Cthulhu (Biblioteca economica Newton)

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