martedì 30 dicembre 2008

Perché non mi iscrivo a facebook

In molti mi chiedono, stupiti, perché non mi sono ancora iscritto a facebook e i motivi di questa mia riluttanza. Ho deciso quindi di riportare questo bell' articolo che delinea in maniera molto efficace alcuni di questi "perché" (momentaneamente non mi ricordo la fonte: appena la individuo la riporterò).

Il fenomeno "Facebook" è divenuto ormai una moda ossessiva, trasformandosi da un social-network ad un’anagrafe elettronica senza essere sottoposta ad alcuna normativa internazionale o nazionale. Entrare a far parte del sistema "Facebook" è una routine, mentre scambiarsi i dati della propria identità elettronica è oramai una regola non scritta, quasi obbligatoria, e non avere dati registrati equivale ad essere considerati come asociali e disadattati nella società. Facebook è l’immagine più triste di una società che non riesce a comunicare, che riduce le persone a filtrare i contatti esterni attraverso una chat globale, a parlare attraverso una piattaforma. È divenuto un giornale telematico in cui le persone sono ormai completamente ipnotizzate dai meccanismi e dai labirinti di un sistema che ha alla base delle grandi falsità. Studenti, dipendenti e professionisti restano incollati per ore alla loro pagina di Facebook per aspettare messaggi e e-mail da amici e colleghi, scrivendo ogni banalità che in quel momento pensano, partecipando agli eventi e creando gruppi di discussione. Assistiamo alla formazione di "stanze" che seguono eventi spesso di una degradante inutilità, ma anche di bande virtuali che inscenano una guerra tra di loro per il "controllo del territorio", insomma una serie di stratagemmi che hanno come scopo quello di fare degli utenti dei "ricettori di informazioni sempre accesi". Non è assolutamente esagerato dire che questo tipo di rete crea una sorta di dipendenza in chi lo utilizza, al punto che sono già tante le amministrazioni che hanno deciso inserire il sito di Facebook nelle block list, perché la maggior parte dei dipendenti perdono il loro tempo a scrivere i loro "stati d’animo" o ad inserire le proprie foto.

Nei fatti, i creatori di Facebook sono riusciti a manipolare le masse ottenendo un controllo totale e un accesso ad una base di dati infinita completamente gratuito. Nessuno era infatti riuscito, sino ad oggi, a creare una chat on-line in cui le persone scrivessero i loro veri dati, in quanto vi è sempre l’istinto a proteggere le proprie informazioni e tutto ciò che riguardi la propria identità. Le società che fanno ricerche di mercato sanno benissimo che le fasi più difficili - nonché le più costose - sono quelle che riguardano il campionamento della popolazione, in quanto le persone sono restie a comunicare i propri dati per partecipare a dei sondaggi, e molto spesso tendono a mentire suggestionati dalla paura della violazione della propria privacy. Al contrario Facebook, sulla falsa riga dell’obiettivo di incontrare o conoscere degli amici, ha spinto le persone ad inserire dati reali, e non solo le proprie generalità, ma anche i propri interessi, i propri gusti musicali, film preferiti, sport abituali, hobbies, ed ogni altra informazione da condividere con i propri amici e l’universo "FB". Stranamente, immersi in questa bolgia di utenti mitomani, le persone perdono ogni freno inibitore, e mettono a nudo la propria persona, dimenticando ogni preoccupazione sulla possibile violazione della propria privacy. La popolazione di Facebook è diventata, in questo modo, il gruppo di campionamento ideale per ogni società di ricerche di mercato, in quanto a titolo totalmente gratuito hanno accesso ad una massa di dati che può essere ritenuta attendibile e veritiera. Per ogni città sono inseriti dati per un insieme di persone che può essere ritenuto un campione rappresentativo della popolazione, per un’età compresa tra il 15 e i 40 anni, ossia la fascia di consumatori più ambita.

È ovvio che una piattaforma di questo tipo si presta facilmente a divenire un mercato che può essere sfruttato commercialmente sotto ogni punto di vista. Dopo che il "censimento" virtuale potrà dirsi completato, inizierà la campagna promozionale di prodotti, servizi, sondaggi, campagna elettorali, che in quel contesto saranno sempre ben accetti, essendo una fascia di consumatori che, per definizione, sono predisposti ad interfacciarsi con tali sistemi. Dunque, se inizialmente poteva essere un social network di utilità collettiva, in realtà è divenuto uno strumento di grande degrado umano. Viaggiando in questa intranet, ci accorgiamo che ha dato vita ad un nuovo settarismo cibernetico, dove i giovani raccontano ogni cosa di loro stessi, si scambiano messaggi, tutto questo nell’orario di lavoro. Le comunità virtuali sono state spesso manipolate per scagliare messaggi di razzismo, per insultare altre etnie, creando delle forti divisioni nei fatti, e il primo contrasto è proprio tra "utenti di facebook" e "non utenti di facebook", ossia tra il campione da classificare e quello che non viene classificato. Prende forma quello che abbiamo chiamato dimensione degli "internetiani", che hanno un proprio linguaggio e un loro modo di essere che supera l’ordinamento e la legislazione degli Stati e delle istituzioni di diritto internazionale. E’ davvero sorprendente come questa mania planetaria abbia infettato come un virus il mondo dei sognatori, che sperano di trovare la soluzione ai loro problemi costruendosi una vita artificiale, una doppia o tripla identità. Ecco i risultati di un lavaggio di cervello di massa, in cui scompaiono ogni remora ed ogni ostacolo alla violazione dei dati personali, perpetuando un’appropriazione indebita a fronte della concessione dell’accesso ad un paradiso virtuale. C’è da chiedersi invece quali sono le società che hanno creato "Facebook" e per quale motivo offrono un servizio che ha drogato le persone? E’ ovvio che dietro un sito che può sembrare di intrattenimento, si nascondono delle entità che hanno affinato così bene questi strumenti per chiuderci definitivamente in una bottiglia senza via di fuga.

sabato 27 dicembre 2008

Paper Model - Cattedrale di Notre Dame - Parigi

Oggi ho finito un modello "storico", nel senso che è da qualche anno che mi ero riproposto di realizzarlo: la famosissima Cattedrale di Notre Dame de Paris. Il progetto l'ho scaricato dal sito della Canon e ci ho messo circa quattro serate per terminarlo, relativamente poco, visto il gran numero di particolari. La base del modello misura circa 17x24 cm, e su queste dimensioni ho realizzato la solita teca in acetato trasparente per preservarlo dalla polvere.








venerdì 26 dicembre 2008

Arthur Schopenhauer - La seggezza della vita


In questa raccolta di massime e aforismi il filosofo di Danzica affronta il tema della felicità della vita delineando comportamenti e precetti fondamentali per acquisire quella "saggezza della vita" indispensabile per trascorrere una esistenza, se non proprio felice, almeno priva di dolori ed affanni, in sintonia ad uno dei suoi più cupi convincimenti secondo il quale "ogni felicità è una chimera, mentre il dolore è reale". L'opera si compone di sei capitoli, i primi dedicati interamente ad indagare e a comprendere da che cosa dipende la felicità fino all'individuazione di tre determinazioni fondamentali: ciò che si è, ciò che si ha ed infine ciò che si rappresenta. Una delle tesi cardine alla quale Schopenhauer perviene è che la felicità dipende in più ampia misura da ciò che si è che da ciò che si ha e/o si rappresenta, dedicando tre interi capitoli per suffragare tale supremazia. Nella dissertazione vengono anche ricercate le cause del mancato raggiungimento della felicità, e tutti gli elementi che ostacolano il cammino verso essa, evidenziandone in particolare due: il dolore e la noia introducendo un interessante dualismo tra i nomadi, che si spostano per bisogno (dolore) e i turisti che invece lo fanno per scampare alla noia. E' per sfuggire a questi mali che gli uomini comuni si lasciano attrarre dalle compagnie insulse e si dedicano a passatempi volgari come il gioco delle carte o le inutili chiacchiere. Schopenhauer esalta l' individualità e consiglia la solitudine come il miglior mezzo per raggiungere la felicità, asserendo che "bastare a se stessi, essere se stessi in tutto e per tutto è certamente il requisito più utile per la nostra felicità". Ad ulteriore conferma della scarsa importanza che riveste ciò che non è direttamente legato a se stessi, si può leggere una lunga critica ad una stupida consuetudine del suo tempo, ovvero l' onore cavalleresco, vista come corollario di un più ampio discorso sulla fama e sull' onore. Altro tema legato alla fama è il binomio azioni-opere: le azioni sono frutto del cuore e sono destinate a durare nel tempo, le opere sono invece un prodotto del cuore e sono destinate ad essere dimenticate con il passare del tempo. Il quinto capitolo raccoglie una serie di massime e pensieri che toccano i più svariati argomenti come l'importanza del sonno, la nocività dell'invidia, la necessità di ridimensionare le proprie aspettative di vita, l'utilità di munirsi di una grande provvista di prudenza e tolleranza: la prima per evitare danni e perdite, la seconda per limitare liti e imbrogli. L'opera si chiude con un saggio sulle differenze tra le varie età della vita, dal quale emerge che la vecchiaia, per l'uomo che ha saputo coltivare i piaceri dello spirito, non è un'epoca gelida e sterile, ma l'occasione per riflettere su come si è spesa la propria esistenza e per compilarne un bilancio, che per Schopenhauer è sempre e comunque in passivo.

La saggezza della vita. Ediz. integrale (Grandi tascabili economici)

martedì 23 dicembre 2008

Paper Model - Castel Sant'Angelo - Roma

Ecco un altro soggetto architettonico in formato cartaceo: Castel Sant'Angelo a Roma. Questo modello si è rivelato decisamente di difficile realizzazione, soprattutto per le dimensioni, a mio avviso, troppo ridotte. Alla fine sono comunque arrivato al termine della costruzione ed il risultato è visibile nelle foto seguenti. Il lato della base misura circa 17 cm. Ho previsto anche una scatolina in acetato trasparente per preservarlo dalla polvere (e dalle ditate della gente...). Forse un giorno lo realizzerò in formato A3 in modo da raddoppiare la dimensione dei pezzi di più problematica costruzione.













lunedì 22 dicembre 2008

Emile Zola - Il ventre di Parigi [1873]


Il romanzo è il terzo del ciclo dei "Rougon-Macquart". La storia è semplice; si svolge durante il Secondo Impero nel quartiere delle Halles. Siamo nel 1858. Florent, insorto contro il colpo di stato del 2 dicembre 1852, è stato deportato in Guyana, ma riesce a fuggire dal bagno penale e a ritornare in Francia. È accolto dal fratello Quenu, proprietario di una salumeria in rue Rambuteau. Lisa Macquart, moglie di Quenu, accetta malvolentieri il nuovo venuto. In un primo momento comunque tutto procede bene. Ben presto però Florent si lascia trascinare di nuovo dalla passione per la politica, diventando il capo di una congiura repubblicana contro l'imperatore. Alla fine viene arrestato dalla polizia col consenso dei benpensanti, la bella Lisa in testa.

Il ventre di Parigi (I grandi libri)

sabato 20 dicembre 2008

Paper Model - Torre di Pisa

Ecco un nuovo lavoro della Capaso Paper Building Inc.: la Torre di Pisa (a Pisa...) sempre di provenienza Canon. Il modellino si è rivelato più complicato del previsto, soprattutto nella realizzazione del colonnato che ha richiesto molto tempo per il taglio dei pezzi. Alla fine è risultato alto circa 25 cm e di un discreto realismo. L'inclinazione attuale della Torre è di 5°30' rispetto all'asse verticale.





mercoledì 17 dicembre 2008

Paper Model - Arco di trionfo - Parigi

Continua la produzione di modelli architettonici della Capaso Paper Bulding Inc., che arricchisce la sua collezione con questo esemplare di Arco di trionfo di Parigi. Il modello è molto semplice e l'ho realizzato in una sola serata, scaricando pattern ed istruzioni dal sito della Canon. Ne consiglio la costruzione a chi si avvicina per la prima volta al paper-modellismo.



Rod Pod Ver. 2.0

Posto alcune foto di un esemplare di pod con parti elettro-colorate. I due tubi orizzontali centrali e i buzz-bar sono invece al naturale. Un ringraziamento a Carlito per le foto.




sabato 13 dicembre 2008

Paper Model - Komatsu WA 600

Qualche mese fa mi ero cimentato nella realizzazione di un escavatore idraulico della Komatsu con dei risultati più che soddisfacenti, tanto che mi ero ripromesso di costruire, quando possibile, anche altri modelli di macchine operatrici di questo tipo. Ed ecco che oggi le manine del Kso hanno concretizzato un bell' esemplare di pala gommata WA-600, scaricato ancora una volta dal fornitissimo sito della Canon. Questo modello è decisamente più complicato del precedente, ma alla fine il risultato è veramente notevole, anche perché è molto aderente alla versione reale, come si può vedere dalle immagini contenute in questo dépliant. La benna e lo snodo dello sterzo sono completamente movibili, così come le quattro ruote. La parte più noiosa da realizzare è stata il gran numero di ringhiere e corrimano che contornano tutta la cabina di guida, che per rendere più realistici ho dovuto ripassare interamente con un pennarello nero. Il modello definitivo è lungo circa 35 cm, riprodotto quindi in una scala di circa 1:44.








domenica 7 dicembre 2008

Paper Model - Tower Bridge - Londra

Era un po' di tempo che volevo cimentarmi nella costruzione di qualche soggetto architettonico e oggi ho terminato questo bel modello di Tower Bridge di Londra. Il disegno è stato scaricato dal sito della Canon ed è stato pubblicato da ormai diverso tempo, anche se la foto non rende onore al modellino finito: infatti la caratteristica di maggior pregio sono proprio le texture estremamente dettagliate che nella foto non risaltano molto. Per questa realizzazione ho anche previsto una scatola in acetato costruita con fogli trasparenti da stampante uniti con del nastro isolante da elettricisti. Ho deciso di realizzare tale scatola perché dalle mie parti trovarne degli esemplari già pronti è un'impresa impossibile.







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