giovedì 9 agosto 2007

Fondi Comuni di Investimento

da un articolo della stampa specializzata del 13 Lug 2006

Ieri l'ufficio studi di Mediobanca ha pubblicato la XV edizione della sua annuale indagine sui fondi comuni d'investimento e sicav italiani. I risultati sono, come al solito, sconfortanti. Oltre 60 miliardi di euro distrutti da questi strumenti negli ultimi sette anni.

Per ottenere questo "bel risultato", sempre negli ultimi sette anni, il complesso dei fondi analizzati dallo studio ha prelevato oltre 38 miliardi di euro di oneri di gestione (includendo solo le commissioni riconosciute alla banca depositaria ed alla società di gestione). Il complesso dei costi a carico dei fondi (e quindi, indirettamente, dei sottoscrittori) è molto più alto includendo tutti gli altri oneri (ad esempio, di oneri di negoziazione dei titoli). Solo nel 2005, il complesso dei fondi analizzati (1172 fondi e sicav italiane) hanno prelevato oltre 5 miliardi di euro di oneri di gestione, con un aumento del 5,2%, un vero e proprio salasso del tutto ingiustificato.

Sul piano dei rendimenti, il 2005 apparentemente può sembrare positivo (6,3% del 2005 contro il 3% del 2004), ma se confrontato – come deve essere confrontato – con l'andamento del mercato in cui questi fondi investono, arrivano le note dolenti. Ad esempio, i fondi azionari hanno reso un (apparentemente eccellente) 18,2%; molto peggio del rendimento medio delle borse mondiali: 26,4%.

Un dato positivo, per i risparmiatori, sembrerebbe emergere dall'indagine di quest'anno: nel 2005 i riscatti hanno superato le nuove sottoscrizioni di 15,3 miliardi di euro; si tratta del secondo record storico negativo dopo quello del 2004 pari a 22,1 miliardi. Il trend negativo e' confermato anche dai dati ufficiali del primo semestre del 2006.

Si potrebbe dedurre che gli investitori italiani iniziano a comprendere che sottoscrivere questi prodotti rappresenta uno sperpero di denaro e quindi li penalizzano. Vorremmo che fosse così, ma temiamo che la verità sia ben diversa: le banche stanno semplicemente dirottando i risparmi dei propri clienti verso prodotti ancora più inefficienti e costosi dei fondi comuni d'investimento analizzati dallo studio di Mediobanca. Prodotti come polizze unit-linked, obbligazioni strutturare, gestioni patrimoniali in quote di fondi (che impiegano prevalentemente fondi estero-vestiti), ecc.

La distruzione dei risparmi degli investitori italiani, quindi, continua...e si aggrava.

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