lunedì 2 luglio 2007

Il Metodo cartesiano


"... E, siccome l'eccessivo numero di leggi fornisce spesso delle scuse al vizio, di modo che uno Stato è molto meglio regolato quando, non avendone che pochissime, esse vi sono rigorosamente osservate; così, in luogo di quel gran numero di precetti di cui la logica è composta, ho creduto che ne avrei avuto abbastanza dei quattro seguenti, a patto che prendessi una ferma e costante risoluzione di non venir meno una sola volta alla loro osservanza.

Il primo era di non prendere mai niente per vero, se non ciò che io avessi chiaramente riconosciuto come tale; ovvero, evitare accuratamente la fretta e il pregiudizio, e di non comprendere nel mio giudizio niente di più di quello che fosse presentato alla mia mente così chiaramente e distintamente da escludere ogni possibilità di dubbio. [l'evidenza]

Il secondo, di dividere ognuna delle difficoltà sotto esame nel maggior numero di parti possibile, e per quanto fosse necessario per un'adeguata soluzione. [l'analisi]

Il terzo, di condurre i miei pensieri in un ordine tale che, cominciando con oggetti semplici e facili da conoscere, potessi salire poco alla volta, e come per gradini, alla conoscenza di oggetti più complessi; assegnando nel pensiero un certo ordine anche a quegli oggetti che nella loro natura non stanno in una relazione di antecedenza e conseguenza. [la sintesi]

E per ultimo, di fare in ogni caso delle enumerazioni così complete, e delle sintesi così generali, da poter essere sicuro di non aver tralasciato nulla. [l'enumerazione]"


René Descartes [Cartesio] - Discorso sul metodo per ben condurre la propria ragione e indagare la verità nelle scienze

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